Rovere D'oro

RITA ROMANI ARIMONDO

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LA STORIA DEL ROVERE D’ORO

Erano gli anni 90, tanto, tanto tempo fa, e con grande entusiasmo, ero stato nominato presidente dell’azienda autonoma di soggiorno di San Bartolomeo al Mare, piccola e ridente cittadina turistica al centro del  lussureggiante golfo che si stende dal fascinoso borgo medioevale di Cervo alla più famosa e ricercata Diano Marina.

Tra i compiti più rilevanti dell’Azienda vi era l’organizzazione e la realizzazione delle manifestazioni rivolte non solo alla cittadinanza, ma anche e soprattutto all’intrattenimento dei graditi ospiti e fonte di richiamo e pubblicità della località stessa.

Per la realizzazione di quanto sopra detto, mi avvalevo di un comitato festeggiamenti, creato ad hoc e composto da meravigliosi volontari sempre disponibili ed affidabili la cui presidente era la sig.ra Rita Romani Arimondo, scelta fortunata e prestigiosa che mi ha accompagnato tutta la vita e che dopo la sua recente scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile.

Ebbene, dopo alcuni anni che chiamerei di routine, con l’aggiunta di qualche novità, quali le luminarie che finalmente anche nella nostra cittadina illuminavano le vie principali ricordando a tutti le festività del Santo Natale, in una notte infelice con pioggia, lampi e tuoni, ero nel mio ufficio all’Azienda insieme a Rita e al vice sindaco nonché assessore al turismo Pietro Ceresi che qui nomino per il costante sostegno  e collaborazione alle nostre iniziative, che discutevamo sul futuro calendario delle manifestazioni, e non nascondo che manifestando le mie perplessità per gli interventi a pioggia per i futuri intrattenimenti, suggerivo che mi sarebbe piaciuto investire gran parte del budget in una manifestazione di qualità e di grande richiamo, che caratterizzasse e pubblicizzasse la nostra località, un appuntamento cioè che fosse originale, diverso da quelli che già avvenivano anche nelle città vicine e ci distinguesse. 

E così avvenne, da un senso di delusione ed insoddisfazione, con Rita,  amante da sempre della musica classica e dei giovani che non sempre riuscivano a far conoscere il loro talento ed esibirsi in pubblico, nacque l’idea di creare un concorso internazionale per giovani talenti che si sarebbero esibiti sul sagrato della Rovere e giudicati da una giuria internazionale, dopo aver superato le audizioni per la scelta dei migliori  musicisti nei vari strumenti. 

Si pensò quindi di istituire un premio per il migliore artista che sarebbe diventato noto e famoso col tempo: 

il ROVERE D’ORO.

Mai scelta fu più felice, anche perché non sapevamo ancora cosa ci aspettava: conoscenze, difficoltà, maestri, conservatori musicali italiani e stranieri, creazione  del bando, il manifesto, trovare la giuria internazionale, insomma non è stato facile inserirsi da profani in un circuito cosi chiuso e altamente professionale.

Mi voglio qui incensare, sperando di essere perdonato, per la superbia, ma non posso sottacere della  felice realizzazione del logo e manifesto del Rovere d’Oro che ancora oggi dopo più di 30 anni, ricorda e annuncia il concorso, la foglia del rovere con le chiavi di violino, riprodotta anche nel premio.

Un grande aiuto organizzativo fu apportato dalla fortunata scelta del primo direttore artistico M° Luciano Lanfranchi che con le sue conoscenze e amicizie formò le giurie internazionali, suggerì i nominativi dei conservatori non solo in Italia, ma anche in Europa  e in Asia.

Improbo fu anche stendere statuto e bando, selezionando strumenti, punteggi per età, tralasciando le nottate perse dalla Rita e pochi altri volontari nel compilare moduli e scrivere indirizzi su migliaia di buste.

Una svolta fu anche aver avuto come presidente dell’Associazione, nel frattempo costituita, l’onorevole e famosa scrittrice Gina Lagorio, e ciò grazie all’amicizia di Rita, che ci aprì numerose porte e rapporti col ministero del turismo, nonché sostegno economico.

Vi lascio immaginare le enormi difficoltà riscontrate e vissute nelle prime edizioni, per la scarsità dei partecipanti e la poca conoscenza e notorietà del nostro concorso.

Solo con il tempo, la costanza e la perseveranza, unitamente all’impegno di tutti nell’aggiungere e migliorare tutte le fasi del concorso, si è potuto creare una giuria sempre più qualificata, alzando la qualità artistica dei partecipanti; tutto ciò ha portato il Rovere d’Oro ad essere ancora vivo dopo ben oltre 30 anni, riconosciuto ed ambito dagli studenti, premiato dalla Regione, grazie anche al nuovo direttore artistico M° Christian Lavernier.

Adelino Girardi – Socio Fondatore